Archivi tag: movimento 5 stelle

Giorgio Pagliari e Patrizia Maestri (PD)

La differenza fra noi e voi

I Parmigiani sanno come e cosa votano i rappresentanti del loro territorio in Camera e Senato?

Di seguito, in sintesi, le attività relative agli ultimi giorni degli Onorevoli Pagliari Giorgio e Maestri Patrizia; non sono valutate quelle dell’Onorevole Giuseppe Romanini poichè pare che per il momento stia apprendendo dalla sua Tutor On. Maestri le procedure di voto.
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uomo seduto su divano con faccia coperta da cartone con punto interrogativo

5 domande per il consigliere Nuzzo

Intervento del gruppo M5S di Parma in merito alle accuse mosse dal Consigliere Nuzzo in sede di approvazione di bilancio durante il Consiglio del 30 giugno.

Il Movimento 5 Stelle di Parma  respinge con decisione le accuse rivolte dal consigliere Nuzzo al Sindaco e alla Giunta nel corso del Consiglio Comunale del 30  giugno. Noi riteniamo al contrario che tutto l’operato della nostra amministrazione si inserisca pienamente nel programma, nella visione strategica e negli ideali del M5S.

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Ruderi tecnologici del passato

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Questi anni, accecati da una crescita ipertrofica edificatoria, hanno stravolto la visione della città lasciando a noi cittadini questi immensi golem da domare

Nella mia città si inciampa spesso fra i ruderi del passato che contaminano ancora il presente e che continueranno a contaminare il nostro futuro col loro fetore.

Il tempo esce per un attimo dal suo scorrere e sembra che tutto ora funzioni a meraviglia. Le carte sono in regola e i censori straparlano dal pulpito ad una folla agonizzante e stretta nella morsa di una crisi ambientale, politica, morale senza pari nella storia repubblicana.

Questo iter pseudo burocratico e tutto politico è solo un lungo filo di storie latenti, torbide e sovrapposte, destinato a spezzarsi, spazzato via dal risorgere di una nuova consapevolezza cittadina verso l’ambiente, verso il buon senso e verso ciò che appare evidente a chi ama la verità.

Il senso del limite, troppo spesso varcato in una città edificata sulle proprie fragilità, si specchia nei vetri del ponte nord e nei pannelli colorati dell’inceneritore. Ingombri edilizi, vuoti a perdere alla deriva di una futura memoria così come i legni levigati che naufragano in un pallido mare invernale. Questi anni, accecati da una crescita ipertrofica edificatoria, hanno stravolto la visione della città lasciando a noi cittadini questi immensi golem da domare.

Le voci inascoltate si alzano dai territori dominati da macerie ingombranti memorie bianche di uno sviluppo economico imploso sugli stessi valori che li hanno partoriti. Sono voci che testimoniano le ragioni di una comunità che soffre e che si riunisce attorno a problemi che la politica non sembra più in grado di poter affrontare.

Le comunità di ognuna delle città di questo nostro paese, violato nella sua anima, hanno i tratti comuni dei cittadini che si muovono, persone in movimento che si contaminano con le loro aspettative e i loro desideri di una nostalgia del futuro. Nostalgia di un mondo che aveva il diritto di cittadinanza, il diritto di decidere le scelte vitali del proprio territorio, un diritto lasciato naufragare per aver creduto a un mondo fittizio e utile ai soliti noti.

Passato e rovine, futuro e diritti ritrovati: come binomi ipotetici persi nella memoria di una città violata. Edifici nuovi e fatiscenti allo stesso tempo, ricordi splendenti di un passato che non vuole andarsene a quel paese insieme ai loro vecchi politici. Si tratta di rovine che creano evidenti disarmonie, enigmi irrisolti rivolti ai sorpresi viandanti autostradali che si chiedono come possano ergersi mostri antropici in una terra nota nel mondo per i suoi prodotti alimentari.

Queste rovine sono nuove ed antiche; come un’idra si realizzano, inquinano e si rigenerano in modo analogo dopo 40 anni, vecchi e nuovi inceneritori, indifferenti allo sviluppo tecnologico e al buon senso. Crollano palazzi, nascono e finiscono le guerre, si stupra irrimediabilmente l’ambiente ma si continuano a produrre gli stessi errori e delitti in nome della legittima speculazione.

Ma penso che alla fine il passato non dimenticherà i conti in sospeso. Ogni presente ha un debito nei confronti di ciò che è stato; è lo scopo stesso del passato che determinerà la gestione della situazione attuale. L’inceneritore parte fra gli applausi di diversi ambientalisti, alcuni con la sindrome del ditino alzato.
Sono pronto a scommettere che noi cittadini pagheremo caro, e pagheremo tutti. Alcuni sicuramente più di altri.

Fabrizio Savani
Consigliere Comunale
MoVimento 5 Stelle Parma

stazione tav mediopadana reggio emilia

Stazione mediopadana, M5S non ha colpe

stazione tav mediopadana reggio emilia

Il gruppo consiliare del MoVimento 5 Stelle di Parma interviene con un comunicato in merito all’articolo pubblicato su Gazzetta di Parma relativo al “disinteresse” dell’amministrazione sulla costruzione della stazione mediopadana della TAV a Reggio Emilia

È strano che dopo sedici anni di governo del centrodestra, Parma si sia svegliata accorgendosi che la stazione mediopadana è stata affidata a Reggio Emilia. Difficile capire come mai proprio un quotidiano come la Gazzetta attacchi su questo smacco che i cittadini ducali dovranno forzatamente archiviare presto, andando a parcheggiare oltr’Enza ogni volta che vorranno andare a Roma. Strano nessuno si sia mai chiesto il motivo per il quale siano stati spesi così tanti milioni di euro a Parma per realizzare una nuova stazione piena di vetri e novità, quando il traffico dei treni che vi transiteranno non solo calerà di numero, ma anche di qualità. Notevole anche considerare come tantissimi dei soldi spesi (o buttati) da Ubaldi e Vignali a Parma per le opere faraoniche non siano serviti a nulla. Senza parlare in dettaglio di tutte le opere faraoniche inutili, segnaliamo solo che le giunte precedenti hanno speso per la stazione di Parma tre volte tanto rispetto a quanto si sta spendendo a Reggio Emilia. E noi avremo fra l’altro una stazione che sarà utile un terzo. Poi sarebbe logico chiedersi perché nel 2011 Parma ha abbandonato i progetti sull’auto elettrica (sottolineiamo 2011, giunta Vignali). E magari ci si potrebbe fare due domandine su come mai hanno scelto di rientrare dallo sperpero facendo cassa, urbanizzando terreni che saranno occupati da qui al 2016. Infine – ma solo se uno vuole davvero usare la testa – bisogna chiedersi come mai sia stato dato un aeroporto a una società austriaca dimenticandosi di fare investimenti mirati e piani industriali decenti. Insomma, non solo ci hanno legato mani e piedi a una colata di debiti e problemi, ma adesso vogliono pure farci velatamente credere che, se la mediopadana è a Reggio Emilia, è quasi quasi colpa nostra che lasciamo in cattivo stato le aiuole della città. Questo è sicuramente quello che oggi vogliono leggere i precedenti amministratori. Forse è un po’ meno reale rispetto a quanto i parmigiani vedono e vivono tutti i giorni.