Omini colorati con nuvoletta

Welfare condiviso

Tratto da www.comune.parma.it – L’assessore al welfare del comune di Parma Laura Rossi presenta il progetto di welfare condiviso
6 agosto 2012 – l’assessore al welfare Laura Rossi informa la città sul nuovo progetto sociale in atto a Parma: “L’impegno che vogliamo portare avanti è quello della condivisione delle tematiche inerenti al sociale, e i percorsi che andremo ad affrontare saranno divisi per settore: 1) persone anziane,2) minori e famiglia, 3) disagio educativo e sostegno economico, 4) persone con disabilità.
La prima fase del progetto prevede il coinvolgimento e discussione con gli operatori tecnici esperti di ogni dato settore, parallelamente verranno ascoltati tutti i vari interlocutori di questa città che in qualche modo collaborono con le politiche sociali, come cooperative o associazioni e fondazioni: la logica degli incontri è quella di trovare insieme le priorità e le risorse a disposizione.
L’ultima fase del progetto sarà la condivisione delle idee con i cittadini: andremo in ogni quartiere e faremo incontri con i cittadini, questo per esporre alla cittadinanza le nostre politiche, e per darle la possibilità anche di rinegoziare o riprogettare le politiche attuate nelle fasi precedenti”.

In allegato il testo del progetto

23 pensieri su “Welfare condiviso”

  1. ‘ridefinire le regole di ingaggio per la gestione del governo dei processi interni ed esterni coerenti con un approccio di comunità;’

    …minchia!

  2. @ Laura Tonino: per cortesia cerca di condensare in massimo un paio di post i tuoi pensieri. Chi segue il Movimento e´ interessato anche ai commenti agli articoli, e trovarne 10 postati dalla stessa persona e´ un pochino tedioso. Se hai qualcosa da dire, a quanto pare molte cose, partecipa a qualche riunione del Movimento di Parma e magari prova a parlare faccia a faccia con le persone. Un saluto.

    1. Il problema e’ che se anche chiedo venia, commento per la dodicesima volta! :D
      Quanto alla partecipazione, non posso entrare in associazione per limiti apposti al vostro statuto all’ Art. 2, non potendolo soddisfare nei commi a, o b, o c.

  3. Scusate, il grafico a pagina 5 del PDF non è leggibile…potreste aumentarne la definizione?
    Grazie

  4. sarebbe gradevole togliere il pollice basso e verso. Non è nello spirito di un sito di informazione politica e civica bollare come negativi o positivi degli interventi, senza quantomeno motivarne la causa con quattro righe argomentate. Dal momento che offuscate i commenti negativi, sarebbe facilissimo anche se quantomai scorretto, scombinare e manipolare la lista di riflessioni con una gomena di proxy..

    1. sono gli utenti che “bollano” gli interventi, quindi non c’è nulla di male. Tra l’altro il commento non viene rimosso, ma viene solo segnalato che diversi utenti non l’hanno ritenuto valido.

      1. Fammi capire… In una societa’ con una tradizione integralista e rigida un invito alla tolleranza sarebbe malvisto da gran parte degli opinionisti. Basterebbe questo a renderlo meno degno di essere pubblicato o ostracizzato?

        1. Forse @matir non è stato chiaro o non hai letto con attenzione ne il suo commento ne il mio. Provo a renderlo più chiaro che posso: commenti rimangono comunque pubblicati e non vengono ostracizzati, cancellati, bannatti, eliminati, cestinati o altri termini che rendano illeggibile il contenuto.

    2. Premesso che non offuschiamo niente ma l’offuscamento è automatico è il commento rimane leggibile, votabile e replicabile, nonostante il “suggerimento” sia arrivato (come al solito) come dal professore in cattedra, ho accolto e provveduto ad aumentare i parametri per l’offuscamento che erano settati in quel modo perchè il traffico del sito li rendeva (allora) adatti.

      1. E su questo non dubito. La mia critica e’ al sistema che permette agli utenti di offuscare: questo si’ deprecabile. Se un commento e’ insultante o offensivo.. o persino contro principi su cui tutti scriviamo in questa casa, una moderazione automatica o manuale e’ ineccepibile. Ma le opinioni, buone e brutte, superficiali o meno, sono l’oro del Nostro Movimento. Non e’ un sondaggino a creare partecipazione. Ma un +1 o -1 motivato e argomentato a parole dallo stesso utente a costruire il confronto tra me e gli altri nodi della nostra rete. La cosa pubblica non e’ un video di intrattenimento su youtube, o uno share di gradimento televisivo. Questo principio vorrei trasmettere.. solo questo

  5. non mi convince. Questa forma di partecipazione è obsoleta. Non bisogna andare dai cittadini e dalle associazione a chiedere, o ad ascoltare, creando un canale sempre e solo biettivo. Bisogna rendere le persone interessate a partecipare direttamente, in modo contemporaneo e multilaterale. Io voglio sapere cosa vuole la signora Gina dell’associazione cinofila per Parma senza che ci sia un’assessore come filtro. Così come io vorrei introdurre degli elementi di riflessione e di miglioramento a cui possa accedere Giovanni muratore, come Linda insegnante… senza filtro alcuno. E’ ruolo dell’amministratore quello di proporre degli schemi e delle strutture qualitative programmatiche e pianificabili per rendere concreti i miei contributi alla idea di Linda, e i contributi di Giovanni alla mia.. in forma istituzionale. Quello che state proponendo non è nulla di più innovativo del dichetimandoio attuale. Ognuno avanza una richiesta, e a seconda di necessità, disponibilità, urgenza e comodo l’amministrazione si muove, con idee che spesso hanno davvero poco di originale: vedere movida.

    1. Una forma di partecipazione attaccata ai palazzi pubblici, alle round tables, e agli incontri d’ascolto con associazioni e aziende.. non e’ la partecipazione condivisa e collettiva che mi aspettavo, e non si evince dall’allegato alcuna ‘rete’ di partecipazione, laddove ogni singolo intervento debba essere collegato, gestito e digerito da un assessorato. Manca il web, la trasparenza e la collettivita’ trasversale di questa partecipazione .. in toto. La mentalita’, inoltre, che questo genere di meccanismo d’ascolto e controproposta produce, e’ la solita pezzatura d’emergenza e la politica della bagnarola in stile Taranto: falla sociale! aggiusta qui, rattoppa li’.. basta che per oggi non s’affoghi.

    2. Lo scenario che dipingi sarebbe fattibile laddove le risorse fossero illimitate. Non è così, e dare ascolto a chiunque in ogni momento creerebbe solo una gran confusione, finendo per dare spazio chi vuol far casino, a scapito degli altri.
      Sarebbe come una riunione di condominio…
      Se quelle persone vogliono partecipare attivamente possono farlo proprio nelle associazioni, in cui possono confrontarsi e dibattere le proprie idee, facendo emergere le idee migliori, o comunque il volere comune.
      il tutto imho.

      1. In una costruzione, i primi giorni si parte dalle fondamenta. Per un edificio con una base non sufficientemente solida, ogni livello più alto e piano successivo non potrà che renderlo più debole e fragile. Così come in una corsa ad ostacoli inciampare alla prima siepe puo’ precludere il tutto.

        1. …sì, per una costruzione è così…ma questa NON è una costruzione. E se lo fosse dovrebbe essere costruita in pochi giorni e con poche risorse.
          Pretendere che sia diverso, ad oggi, significa arrivare a metà delle fondamenta e finire soldi e commessa…
          In termini teorici quel che dici va benissimo, purtroppo la realtà è un’altra. Il tutto imho.

      2. quanto alla riunione di condominio, una piattaforma simile deve toccare solo i temi programmatici e civici. Non puo’ gestire facilmente e da subito, soldi, piuttosto che cariche o appalti e strategie sensibili dal punto di vista economico.. eppure ad es. non è più trasparente che io Laura Tonino scriva in pubblico sul web a favore di un brevetto della mia impresa Tonino srl, piuttosto che chiudermi nello studietto del sindaco testa a testa?
        Wikipedia è un sistema che rende interessante, divertente e partecipata la conoscenza. Con delle piccole modifiche, che riconosco debbano ancora motivo di scrupolo e accorgimenti, internet puo’ diventare anche un vettore multilaterale anche per la cosa pubblica. Chi puo’ contribuire abbellire un rondo’, se non un fioraio. Chi puo’ apportare migliorie ad un piano energetico se non un’ingegnere? Wikipedia non è perfetta, ma è la miglior enciclopedia d’Europa. Eppure l’abbiamo scritta io e te, non Amato alla Treccani (non so se mi spiego).

        1. Non ha alcuna importanza se fai una richiesta sul web, o in uno studio col sindaco: non per altro, ma niente vieta a chi scrive sul web, di portare avanti “richieste parallele”, se qualcuno vuol fare qualcosa di poco trasparente lo può fare, inutile cercare di prevenire l’imprevedibile. L’importante è che ciò che ne viene fuori sia di dominio pubblico e che sia al vaglio dei cittadini, prima della sua attuazione.
          Questa ricerca della trasparenza in stile grande fratello mi sembra francamente assurda: mette la gente nelle condizioni di lavorare in base ai “controllanti” anzichè al fine, con il rischio di cercare più di compiacere la gente, piuttosto che fare il lavoro come va fatto.
          Wikipedia è un progetto del tutto diverso dall’amministrazione di una città.
          Lì nessuno prende decisioni che si ripercuotono sui cittadini…se in wikipedia una voce è sbagliata non crea grossi disagi a nessuno, in una città potrebbe essere molto diverso.

          1. Sapere e’ potere. Scrivere su wikipedia che samsung copia la apple, vale miliardi. E ci sarebbero estremi interessi a usare la voce del Movimento 5 Stelle per descriverci come un gruppo fascista e illiberale. Eppure cio’ non accade. Come mai? Siamo davvero sicuri che una voce di sapere non abbia ripercussioni reali?
            —–
            Concordo che non tutto possa essere oggetto di proposta civica. Ma che per questo poco, che puo’ esser comunque delegato ad un politico nel rapporto di trasparenza e fiducia che deve esservi tra un rappresentante ed una cittadinanza, si debba escludere il tutto lo trovo un tradimento dello spirito con cui ci siamo tutti espressi nell’ambito di democrazia diretta e concetto di rete. Siamo cosi’ sicuri che tutti gli Italiani assieme sian peggiori di 4 capi di partito?

    3. E’ una forma di partecipazione su larga scala messa in atto dopo meno di 100 gg (estivi) dalle elezioni di una maggioranza composta da cittadini che non hanno mai auto cariche pubbliche. Credo sia già un ottimo risultato. Seguirà il progetto più ambizioso di partecipazione e condivisione attraverso il sito. Anticipo che ci stanno già lavorando ma i nodi da sciogliere sono molti, uno è l’identità certificata per evitare votazioni di fake. Sono sicuro che tu hai già la soluzione migliore e l’avresti attuata sicuramente in meno tempo. Ma non ti ho mai visto agli incontri del movimento ai quali (partecipando con costanza) avresti potuto proporti come sindaco e realizzare tutto, meglio e subito.
      Scusa la franchezza ma ogni commento che posti, personalmente, mi da questa sensazione.

      1. Erich Fromm ‘Avere o essere?’ 1976
        “La democrazia può resistere alla minaccia autoritaria soltanto a patto che si trasformi, da “democrazia di spettatori passivi”, in “democrazia di partecipanti attivi”, nella quale cioè i problemi della comunità siano familiari al singolo e per lui importanti quanto le sue faccende private.”

        Quello che avete presentato, e’ un quadro programmatico. Che in 100 giorni in questa roadmap, questo concetto non sia presento lo trovo, personalmente, drammatico.

      2. Sono qui e ora. Così come Pizzarotti è sindaco adesso. Allo stesso modo trovo sciocco chi critica dicendovi: ‘dove eravate voi quando Parma andava male? Potevate proporvi e dare delle idee alternative!’.
        Le proposte che faccio sono meno buone se le faccio nel web ora, rispetto ad averle fatte in meetup ieri?

      3. ed ancora, abusando della tua pazienza. Una idea è più o meno nobile a seconda che venga da un sindaco, o da un assessore, o da un pescatore? O meglio: bisogna essere sindaci per dare l’impostazione ad un movimento che parla di candidati portavoce e di democrazia dal basso?
        A Parma non mi state piacendo molto nei ragionamenti e nelle pratiche. Fate un progetto di partecipazione diretta, ed è esattamente una descrizione di un modo antico e conosciuto di presentarsi da o ricevere associazioni, aziende e cittadini in confessionale. Dove è la trasversalità di questa partecipazione? Come si puo’ impostare un discorso talmente critico e basilare .. escludendo la cosa più importante di tutte? Lo faremo dopo?! Abbiamo gli armadi pieni dei ‘dopo’, ‘quando sarà possibile’, ‘ci stiamo pensando’.

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